Carlo Vegezzi BOSSI

Costruttore di Organi - Iniziatore della Riforma Ceciliana

Carlo Vegezzi Bossi era discendente da una stirpe di antichi organari che aveva come capostipite Antonio Bossi che, nel 1550, fabbricava organi in Svizzera, nel Canton Ticino.
Fu educato dal padre, Giacomo, sull'arte di costruire organi e nel 1881, a 23 anni, costruì il suo primo strumento, l'organo della Cappella della S. Sindone presso il Duomo di Torino.
Il suo primo grande strumento lo realizzò nel 1884 per l'Esposizione Nazionale di Torino; si trattava di un grande organo a tre tastiere, che fu poi installato nella chiesa di S. Massimo, sempre a Torino.
Nel 1892 si conquistò la ribalta nazionale ed internazionale costruendo il grande organo della chiesa del Carmine. Da allora il suo nome fu famoso in tutto il Mondo e nella sua vita di attività costruì circa un migliaio di strumenti in Italia, Europa ed anche e soprattutto nell' America Latina.

Carlo Vegezzi Bossi era nato e cresciuto in quell'epoca in cui l'organo italiano soffriva di un'acuta crisi di identità, in cui aveva ormai perso quasi tutte le sue caratteristiche classiche per diventare una specie di macchina teatrale, piena di artifici sonori e registri di imitazione, dettati dalla musica teatrale del primo ottocento, che se da una parte aveva dato modo a diversi musicisti di esprimere pagine di alta levatura musicale, dall'altra aveva ridotto la maggior parte degli strumenti a bande di paese su cui mediocri esecutori strimpellavano ad orecchio le sinfonie e le arie delle opere teatrali più in voga.
La svolta che fece di Carlo Vegezzi Bossi l'iniziatore di una nuova era nel campo dell'organo, fu l' inaugurazione dell' organo costruito da George William Trice per la chiesa dell' Immacolata Concezione in Genova. Tale organo, che riprendeva le caratteristiche tecniche e strumentali dei grandi organi inglesi e francesi che già da decenni venivano costruiti nel resto dell' Europa, fu la molla che decise Carlo Vegezzi Bossi ad intraprendere quell'azione di rinnovamento dell'organo italiano che da una parte porterà poi all' organo italiano moderno e, dall'altra, porterà ad una serie di eccessi che dovranno poi essere ridimensionati alcuni decenni dopo.
Il merito più grande di Carlo Vegezzi Bossi fu di saper mediare in modo impeccabile tra la tradizione antica italiana e le nuove idee europee in fatto di tecnica e fonica. Fu infatti capace di mantenere i principi fonici basilari della grande tradizione organaria italiana, integrandoli con le nuove tecniche e foniche d'oltralpe, arrivando a realizzare strumenti che, pur fruendo di tutta una serie di nuove tecnologie affatto rivoluzionarie per quel tempo in Italia, mantenevano un rassicurante timbro e carattere schiettamente italiano.
Questa fu la sua grandezza ed abilità, che lo hanno reso grande in tutto il Mondo.

Le date e la documentazione d'archivio ci consentono di affermare che l' organo della Parrocchia di Ovada è stato uno dei primi ad essere realizzato secondo le nuove tecniche e, pertanto, rappresenta uno dei più preziosi esemplari di quell'organaria derivata dalla 'Riforma Ceciliana' e può quindi essere considerato come un' opera prima di quel grande organaro che fu Carlo Vegezzi Bossi.

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